Descrizioni di opere d’arte particolarmente rilevanti

Trittico crivellesco, MADONNA COL BAMBINO IN TRONO, SAN SEBASTIANO, SAN GIOVANNI BATTISTA, SAN PIETRO, SANTA APOLLONIA. Lunetta superiore, CRISTO MORTO SORRETTO DALLA VERGINE E SAN GIOVANNI EVANGELISTA, mezze figure, XV secolo, tecnica: tempera su tavola, dimensioni 130×180 cm, lunetta altezza 60m cm.

Attribuzione a Pietro  Alemanno. Nel pannello centrale, sul grembo della Madonna seduta in trono, e’ in piedi il Bambino; lo snodarsi della linea del mantello sul braccio destro della Vergine assume un valido valore costruttivo mentre appare arbitrario il disegno della mano. Il Bimbo dall’espressione incantata, indossa una tunichetta stretta in vita di colore bruno a strisce chiare e scure.
La composizione e’ equilibrata e la distribuzione dello spazio la rende ordinata nelle proporzioni.

 

 

PIETA’ O DEPOSIZIONE DALLA CROCE DIPINTO A OLIO SU TELA, 134X92 cm.

Attribuzione scuola carraccesca, XVIII sec.. I gesti e i volti esprimono un’intensa emozione, mentre il corpo esanime di Cristo evoca una tensione emotiva che viene ribadita dalla Madre: la mano sinistra col palmo disteso simbolo di accettazione

 

 

Antonio Liozzi, RITRATTO DELL’ABATE GIUSEPPE COLUCCI, anno 1780: tecnica: olio su tela, dimensioni 82×63 cm.
Il taglio compostivo dell’opera col volto rivolto allo spettatore, segue la tradizione iconografica delle figurazioni illustri. La scena e’ essenziale: solo il protagonista, un tavolino di buona fattura, il libro e la penna. L’Abate invita lo spettatore alla lettura del frontespizio di un suo manoscritto autografo, che riporta il titolo dell’opera e il nome dell’autore: TREJA ANTICA CITTA’ PICENA , OGGI MONTECCHIO, ILLUSTRATA DA GIUSEPPE COLUCCI.

 

Magdalo Mussio, SENZA TITOLO, tecnica mista su tavola, dimensioni: 76×56 cm, anno1980.

La superficie e’ delimitata da un fitto reticolo di linee rette fino a raffigurare pochi quadrati o rettangoli, alcuni dei quali colorati col rosso. La gamma cromatica assai limitata e’ giocata nei contrasti; inoltre c’e’ un’attenta distribuzione delle masse e delle linee cosi’ da raggiungere un equilibrio instabile, che rivela la natura psicologica dell’opera, la sua complessità, la sofferenza.

 

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